Il Castello di San Pietro, attorniato da un vasto parco alberato, è disposto su un impianto quadrangolare da cui emergono il mastio e due torrioni rotondi

Il Castello

 

Il Castello di San Pietro, che ricalca perfettamente il tipico schema piacentino dei fortilizi di pianura, offre al visitatore una preziosa e fedele testimonianza di dimora gentilizia quattrocentesca; oggi di proprietà della Famiglia Spaggiari, pur facendo parte fino al 1500 dello Stato Pallavicino, fu dei Malaspina nel dodicesimo secolo e, a partire dal 1405, dei Landi.
Nel 1466 Bianca Maria Visconti, vedova del Duca Francesco Sforza, investì del feudo di San Pietro l’augusta famiglia piacentina dei Barattieri. Al giureconsulto Bartolomeo Barattieri, amante del luogo, si deve la riedificazione dell’edificio tra il 1460 e il 1491, come documenta l’epigrafe su pietra muraria presente ancora oggi nel cortile dei Cavalieri. Nel 1678, per i servizi prestati allo Stato Farnesiano, Ercole e Paolo Emilio Barattieri ottennero dal Duca Ranuccio II il titolo nobiliare di Conte.
Il castello, attorniato da un vasto parco alberato, è disposto su un impianto quadrangolare da cui emergono il mastio e due torrioni rotondi, collocati a difesa del Montserrat nord.
L’austerità dell'esterno è in netta contrapposizione con l’ariosità e la raffinatezza del cortile interno porticato su tre lati, di gusto rinascimentale, che trasforma il castello in un palazzo residenziale; ad ogni arco del porticato a pian terreno corrispondono due archi minori al primo piano; cornici in cotto decorano gli archi, il marcapiano e il sottotetto; il pianterreno ha il soffitto in muratura, mentre quello del loggiato presenta travi lignee; nella stanza del corpo di guardia una doppia porta in diagonale si apre sulla prigione, in cui sono ancora visibili i ceppi a cui venivano legati i prigionieri.
Nei sotterranei del castello originariamente erano collocate le cucine, le lavanderie e le cantine; è ancora presente la ghiacciaia che veniva riempita di neve dalla botola sul soffitto, mentre la pavimentazione a lisca di pesce permetteva di convogliare l'acqua della neve sciolta verso il centro, dove veniva assorbita da un pozzo a perdere.
Al primo piano, secondo il gusto rinascimentale, tutte le sale sono decorate da pitture e camini e si aprono sul grande loggiato; la parte più antica ed emblematica del piano nobile, il mastio, ospita da sempre la camera da letto del Conte.
Il Castello di San Pietro in Cerro ha la particolarità di avere due saloni d'onore, una caratteristica anomala dovuta a liti di primogenitura tra gli eredi maschi della famiglia Barattieri, che suddivisero il castello in due parti abitate dai discendenti dei due rami dell’antica famiglia.
L’attuale proprietario, Franco Spaggiari, mecenate e appassionato d’arte, dopo l’acquisto dell’immobile ha intrapreso un importante intervento di restauro volto a restituire al complesso l’aspetto originario; l’azione conservativa, protrattasi per oltre quindici anni, ha portato il Castello di San Pietro a vincere il Premio “Piero Gazzola” per il miglior Restauro del Patrimonio Monumentale Piacentino nel 2016.

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Il Castello di San Pietro

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